“Basilicata: la regione più depredata dalle caste delle mafie e della corruzione”

L’intervista di Antonio Ingroia all’edizione lucana de Il Roma, sulla Basilicata e i problemi della Regione. Ingroia è candidato in Basilicata alla Camera come capolista nel collegio plurinominale e nell’uninominale nel collegio Basilicata 2 “Matera

La lista di Ingroia in difesa della Costituzione. L’ex PM spiega i motivi della sua candidatura al Senato.

Angelomauro Calza

In Basilicata accanto alla giornalista Francesca Barra, candidata con il PD, il solo nome di rilevanza nazionale mediatica è quello di Antonio Ingroia, l’ex magistrato ritornato a fare l’avvocato da qualche anno, candidato con il Popolo della Costituzione. E’ la sua seconda esperienza elettorale, sempre con una lista da lui promossa. La prima volta non andò benissimo.

Ci riprova a distanza di anni, Questa volta con quale spirito?

Con lo spirito del difensore della Costituzione. Abbiamo definito il nostro simbolo “il Paladino della Costituzione”. Nel senso che la nostra ragione non è quella di voler conquistare un posto in Parlamento. Spiego. Noi abbiamo una situazione di emergenza costituzionale che si è rivelata con il referendum del 4 dicembre 2016. Quell’importante successo con il quale si è impedita la manomissione della Costituzione, ha scoperto, ha fatto venir fuori un popolo che scende in campo per difendere la costituzione e che però poi è tornato a disinteressarsi della politica. E’ un popolo dei costituzionalisti attenzionisti. Si riconoscono nella Costituzione ma non si riconoscono in nessuno dei partiti politici e dei movimenti oggi in Parlamento. E’ a questo popolo che io ritengo bisogna rivolgersi: la scelta e la decisione di fondare insieme a Ginetto Chiesa questo nuovo movimento, di presentare la lista del Popolo della Costituzione è stata operata in uno spirito diverso da quello con il quale cinque anni fa affrontai la prima sfida elettorale con Rivoluzione civile, che invece era in un’ottica simile a quella che oggi hanno altre liste alle quali noi siamo alternativi: quello di ricostruire una sinistra. Oggi non è più tempo di destra e di sinistra, oggi è tempo di Costituzione in una situazione di emergenza costituzionale: vogliamo mettere insieme tutte le anime e le sensibilità positive e culturali che si riconoscono nella costituzione in modo trasversale.

Detta così sembrerebbe quasi che una lista di nicchia che si occupa di libertà e di diritti, e che però, proprio perché sanciti dalla Costituzione, interessa tutti gli italiani diventando quindi una proposta politica di massa

Non è di nicchia. Siamo un movimento politico neonato e perciò sappiamo di non poter incontrare il consenso di tutti gli italiani, perché non ci conoscono ancora. Non abbiamo ancora spazio nei media e nella comunicazione nazionale, ma è da qui che partiamo e questo deve essere l’approccio, guardando alla stragrande maggioranza degli italiani e di fronte a un tema centrale, enorme, come la difesa della Costituzione e soprattutto della sua attuazione: l’abbiamo salvata col referendum, ora bisogna attuarla.

Lei, oltre ad essere presente in prima persona, ha dato fiducia in Basilicata a Giuseppe Di Bello. Che idea si è fatto, più che della persona, della sua vicenda?

E’ una vicenda che rispecchia il modello di un italiano che dentro le istituzioni si batte contro le mafie, le cricche, le caste, in quell’intreccio tra mafia e corruzione che purtroppo hanno devastato prima il meridione d’Italia, ma che ormai ha invaso tutto il Paese. E’ un uomo che ha fatto dentro le istituzioni la sua battaglia, ma poi si è reso conto che non bastava la battaglia “dentro” sul piano investigativo e giudiziario, e continua a portarla fuori, anche sul terreno politico. In un certo senso la mia e la sua sono storie parallele. Ha fatto una esperienza deludente con il Movimento Cinquestelle, assai complicata, simile a quella di tanti elettori, militanti e attivisti M5S rimasti delusi dalle più recenti involuzioni del Movimento E’ proprio a questi che la mia lista guarda con interesse, perché ci sono tanti punti di contatto con l’ispirazione originaria, ma anche con tante differenze tra quella che era la lista del popolo e quella che è oggi.

Guardo le liste e vedo un uomo di esperienza, che è stato in una istituzione giudiziaria, che risponde al nome di Ingroia che mi ha appena detto che si presenta con l’intento non tanto di portare rappresentanze in Parlamento, ma di portare avanti e far conoscere un programma che possa essere condiviso dagli italiani, e dall’altra uno studente di legge fuori corso che aspira ad essere Presidente del Consiglio.

E’ l’amarezza del mondo alla rovescia di questo paese. Tanti dilettanti allo sbaraglio ai quali in parte è già affidato il governo del paese e si rischia di affidargliene altro, e tante competenze oneste date ad altri italiani che spesso vengono estromessi e persino delegittimati.

E lei ha scelto la Basilicata per candidarsi. Perché?

E’ importante per dare un senso al nostro discorso, evidenziare la scelta mia di candidarmi in Basilicata e di avere scelto anche il collegio uninominale, che qualcuno si poteva attendere nella mia terra a Palermo, dove sono candidato, sì, ma nel proporzionale. La scelta nasce dal riconoscimento di un significato, di un ruolo strategico che la Basilicata ha dimostrato di avere in questi anni e che può avere in futuro. E’ una regione che è da un lato la più ricca, e dall’altro anche quella più depredata dalle caste di mafia e corruzione. Bene, allora la mia storia di PM, di uno che di questo si è occupato per decenni, ed oggi di cittadino impegnato in politica per riaffermare la legalità contro mafie e corruzione, credo non potesse trovare luogo migliore della Basilicata per portare questo messaggio.