Sicilia e-Servizi diventa Sicilia Digitale, con importanti novità. La mia intervista al Giornale di Sicilia

Sicilia e-Servizi cambia nome, si chiamerà Sicilia Digitale. E si prepara a offrire diverse importanti novità, a cominciare dal numero unico er le emergenze. L’amministratore unico, Antonio Ingroia, ne parla in un’intervista al Giornale di Sicilia:

La Sicilia sarà una delle prime regioni a sperimentare il numero unico di emergenza. Per qualunque problema bisognerà chiamare il 112 e un operatore smisterà la telefonata a chi di competenza, che si tratti di polizia, carabinieri o soccorso medico. A realizzare il programma di gestione nell`Isola è stata Sicilia e-Servizi, società regionale guidata da Antonio Ingroia che ha da poco cambiato nome in Sicilia digitale. «Vogliamo metterci il passato alle spalle», dice Ingroia, che oggi può contare su una società con un centinaio di dipendenti. Diverse sentenze dei tribunali hanno infatti obbligato la società a stabilizzare i contrattisti superando il blocco delle assunzioni. «Devo dire grazie alla magistratura – dice Ingroia – è riuscita dove invece la politica aveva fallito». Sicilia digitale si occuperà in via sperimentale del numero unico d`emergenza e la speranza e di averlo attivo nel mese di maggio. La società si è occupata della parte tecnica e informatica e ha permesso di collegare il nuovo numero alla rete già esistente. Entro marzo l`infrastruttura sarà pronta, poi toccherà a Regione e ministero metterla in funzione. Secondo alcune ipotesi la prima zona dove sarà operativo il nuovo numero unico dovrebbe essere il Messinese in occasione del G7, il vertice dei capi di Stato in programma a Taormina a fine maggio. Sicilia digitale tenta così il rilancio dopo anni di burrasca durante i quali è finita al centro di inchieste giudiziarie e contenziosi ancora in corso. Il più pesante dal punto di vista finanziario vede opposta la società all`ex socio privato, un colosso dell`informatica che sostiene di vantare un credito da circa 80 milioni per delle commesse non pagate. Secondo la Regione però quelle somme non sono dovute e da anni lo scontro va avanti nei tribunali. C`è poi un`indagine dell`Europa su 200 milioni di euro spesi per progetti di dubbia utilità che va avanti da anni. «Tutto questo fa parte del passato dice Ingroia – il nostro obiettivo adesso è guardare con fiducia al futuro e potenziare gli investimenti.
Purtroppo il personale è sufficiente solo per gestire oggi l`ordinario, così come bisognerebbe aumentare il budget da 5,5 milioni che la Regione ci trasferisce annualmente se vogliamo puntare a progetti ambiziosi». Una mano d`aiuto potrebbe arrivare da una norma nazionale che secondo Ingroia permetterà alla società di allargare la platea di potenziali clienti. «Fino ad oggi- spiega l`ex pm – Sicilia digitale poteva contare solo sulle commesse del socio unico, la Regione. Adesso una norma nazionale consente di lavorare per il 20 per cento anche per altri enti. Per questo mi rivolgo a Comuni, soprattutto alle grandi città come Palermo e Catania, alle aziende sanitarie, per comunicare che adesso hanno la possibilità di rivolgersi a noi e ottenere i nostri servizi. Per il 2017 abbiamo l`obiettivo di aumentare gli investimenti sulla pubblica amministrazione, migliorare la trasparenza e dimezzare i tempi dei servizi al cittadino e provare a mettere in rete e coordinare tutti gli enti pubblici siciliani. Dopo tanti anni di difficoltà per errori delle passate gestioni conclude Ingroia – adesso si guarda al futuro con speranza. Siamo una delle poche partecipate che non è mai andata in rosso e sicuramente cresceremo ancora».